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Zucchero al Bar

Zucchero al Bar - Alimentarius

La bustina di zucchero

Per chi non ama il caffè amaro è semplice aggiungere una o più dosi di zucchero; chi non ricorda la famosissima scena di Totò e Peppino nel film “la banda degli onesti” allorquando soltanto l’intervento del barista impedì che il Principe continuasse a prendere senza limiti lo zucchero dall’apposito contenitore e versarlo nella propria tazzina di caffè.

Ma, a ben guardare, quelle “zuccheriere di “metallo”, parcheggiate sopra tutti i banconi dei nostri bar per decenni, all’improvviso sono scomparse del tutto. Appare difatti, quasi all’improvviso, l‘attuale “bustina di zucchero”. Come mai?, tutti i rivenditori si sono accordati per una rivoluzionaria sostituzione dello storico contenitore onde eliminare quel memorabile gesto degli italiani: versare lo zucchero nella tazza ?

Nulla di tutto ciò; molto più semplicemente l’Unione Europea è intervenuta legislativamente, predisponendo all’interno delle norme sull’etichettatura, anche quella relativa alla somministrazione dello zucchero nei locali.

L’Italia doverosamente si è conformata alla norma comunitaria superiore e con il  Decreto Legislativo 20 febbraio 2004, n. 51 (attuazione della direttiva n. 2001/111/CE relativa a determinati tipi di zucchero destinati all'alimentazione umana) ha semplicemente imposto questo mutamento.

Recita difatti l’art.2 del predetto decreto - comma secondo, lettera f) - “… lo zucchero di fabbrica, lo zucchero bianco, lo zucchero raffinato e lo zucchero bianco raffinato possono essere posti in vendita o somministrati solo se preconfezionati...”. La violazione di tale regola comporta una sanzione di natura amministrativa di diverse migliaia di euro (da 2.000 a 6.000 euro).

All’entrata in vigore della norma sopra indicata (luglio 2004) e del conseguente obbligo, le associazioni di categoria hanno tentato d' “aggirare l’ostacolo” sostenendo che lo zucchero al bar non è di certo né una vendita né, tanto meno, una somministrazione, bensì una semplice offerta senza onere alcuno a carico del consumatore. Ma tali tentativi interpretativi della norma non hanno avuto un solido riscontro.

Al bar, oramai da anni, col caffè solo zucchero in bustina !

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