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POMELO

POMELO - Alimentarius

UN FRUTTO ASIATICO SULLE COSTE LIGURI

 

Il Pomelo, detto anche Pummelo, Pampaleone o Sciadocco, viene comunemente considerato, unitamente al mandarino ed al cedro, tra quelle specie da cui discendono la totalità degli agrumi oggi esistenti. Nasce dalla pianta denominata Citrus maxima o Citrus grandis, ha una forma sferica irregolare somigliante però alla pera e pur avendo una visilibità simile al pompelmo, suo ibrido, ha caratteristiche abbastanza diverse.  Di certo si può affermare che tra gli agrumi è il più imponente, potendo raggiungere anche i trenta cm di diametro con un peso intorno ai dieci chilogrammi.

Peculiarità di questo frutto è la generosa presenza d’albedo, consistente in quella sostanza bianca spugnosa posta al di sotto della buccia; d’albedo è costituita anche la parte superiore del frutto, ossia la parte più ristretta. La buccia è liscia, verdina, mentre la polpa assume i colori dal giallo paglierino al rosa fino al rosso.

Il nome potrebbe far pensare alla mela con la quale, invece, non ha analogia alcuna; al limite è più somigliante, per il sapore, al pompelmo.

L’uso più comune del pomelo è quale frutto da tavola, oppure se ne usa il succo. In alcuni paesi del mondo s’utilizza anche in insalate di frutta o di legumi, e la buccia può essere candita. Un ulteriore  utilizzo in sede   industriale è l’estrazione di oli essenziali dalla sua buccia. Anche dai fiori del pomelo, risultando gli stessi molto aromatici, se ne ricavano dei profumi. La pianta del pomelo, pur risultando resistente al gelo, viene coltivata preferibilmente in luoghi con climi caldi e piovosi, quindi aree tropicali e subtropicali, con terreni umidi e paludosi. Come tutti gli agrumi è un frutto invernale, la cui stagionalità riguarda il periodo settembre-gennaio.

- Il pomelo è nativo del sud dell’Asia e della Malaysia dove risulta già conosciuto da più di quattromila anni. Intorno al 100 d.C. venne introdotto in Cina, dove ha subito una ingente diffusione sino ad oggi, rintracciandolo anche in “veste selvatica” lungo le rive dei fiumi. Risulta da fonti molto attendibili che i primi semi siano stati introdotti in America, con particolare riferimento ai territori della Giamaica, solo nel tardo XVII secolo da un capitano chiamato Shaddock, da cui il nome sciadocco. Giova precisare come la coltivazione del pomelo sia oramai diffusa anche in Israele ed in California.

- I Valori nutrizionali del frutto in questione, con riferimento alle sostanze in esso contenute, possono così indicarsi: vitamina C, beta-carotene, vitamine del gruppo B compresa la B9. Contiene acido folico ed è ricco di potassio il quale, com’è noto, risulta un ottimo di tonificante per il cuore. Accresce sensibilmente la vitalità, rafforza le energie e migliora l’umore. S’aggiunga come procuri una sensazione di sazietà, nonché  sollecita la sintesi nell’organismo umano delle proteine e dei grassi, adatto quindi per coloro i quali  hanno necessità di mantenere una dieta ipocalorica. Coadiuva una regolare pressione arteriosa, previene l’arteriosclerosi ed infine risulta essere perfetto nelle diete per il trattamento e la prevenzione dell’asma.  Un preparato di decotto delle sue foglie, fiori e scorza risulta molto efficiente su gonfiori e ulcere. Il succo di frutta viene usato come febbrifugo. I semi sono utilizzati contro la tosse, dispepsia e lombaggine.

Ultima curiosità: viene comunemente considerato un frutto di buon auspicio. In Malaysia ad esempio, in coincidenza con  l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese (Febbraio che corrisponde al periodo di raccolta), il pomelo viene offerto come dono.

Per quel che riguarda infine il nostro territorio, occorre rilevare come il pomelo sia coltivato in Liguria e  comunemente chiamato sciadocco, appellativo come detto derivato dal capitano Shaddock.