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L'Ecovillaggio: esperienza nuova ?

L'Ecovillaggio: esperienza nuova ? - Alimentarius

Ci è capitato, poco tempo or sono, di leggere un’interessante monografia avente ad oggetto la rappresentazione dell’ecovillaggio, del suo contenuto e dei suoi principi ispiratori.

Per un neofita della materia il primissimo contatto con questo vocabolo non è di certo d’ausilio in quanto tale termine risulta troppo sintetico e forse non palesa ciò che, invece, si tende ad esprimere e raffigurare con esso.

L’origine del vocabolo è di chiara matrice anglosassone (eco – village) e l’ideatore, anzi gli ideatori, di questa concezione di vita sono stati, agli inizi degli anni ’90, i coniugi Gilman: Robert, laureato in astronomia presso l’Università di Berkeley in California e successivamente titolare del dottorato di ricerca in astrofisica e Diane anch’essa laureata, presso l’Università di Santa Barbara, ma in materia completamente opposta quasi al marito (in Arte).

Or dunque, si è poc’anzi usato appositamente il termine “concezione di vita” od anche “filosofia di vita” in quanto questo sembra proprio il cuore del principio ispiratore e fondatore di un ecovillaggio: il termine eco difatti rappresenta soltanto uno aspetto (dei molteplici) che ha spinto numerose persone ad unirsi in queste comunità e che le sostiene tuttora.

La forma ecologica od “ecosostenibilità” in effetti è uno dei pilastri su cui sono state fondate queste collettività, ma non il solo; la comunità d’intenti costituisce l’altro aspetto fondamentale affinchè si possa intraprendere un viaggio esatto e corretto all’interno della nozione di ecovillaggio. La sua funzione, che ne caratterizza poi la struttura e la conformazione, consiste per l’appunto nella scelta da parte degli aderenti ad una comune condotta di vita, ovviamente introdotta in una struttura abitativa e paesaggistica a ridotto effetto ambientale. S’aggiunga come possano essere state anche diverse tra loro le esperienze che hanno stimolato gli artefici delle collettività-ecovillaggi oggi esistenti: di certo, leggendo le singole compagini e la loro costituzione, si notano forse diverse configurazioni (sociologica, morale, ecologica…) che le caratterizzano, ma mai tralasciati gli elementi fondamentali appena accennati: ecologico da una parte e dall’altra impegno e fine collettivo.  

Per concludere questo breve e non di certo esaustivo viaggio all’interno dell’ecovillaggio, occorre aggiungere come sia stato costituito, oramai un ventennio fa, una rete internazionale (Global Ecovillages Network - G.E.N.) destinata allo scambio d’esperienze e culture tra le molteplici comunità sparse nei quattro angoli del mondo. Difatti l’esperienza ecovillaggio è molto presente non solo in Europa o negli Stati Uniti ma anche nel continente oceanico, nell’area Mediorientale e nel Sud America. Il Global specifica in maniera sintetica ma precisa il concetto d’ecovillaggio: “… are urban or rural communities of people who strive to integrate a supportive social environment with a low-impact way of life ...”.

In Italia anche esiste un’associazione (Rete Italiana Villaggi Ecologici – R.I.V.E.) avente, in buona sostanza, i medesimi obiettivi; fare da punto di riferimento e “centrale operativa” tra le diverse comunità già esistenti su tutto il territorio nazionale, nonché sostenere la formazione e la costituzione di nuovi villaggi grazie al supporto delle esperienze pregresse e poste a disposizione degli associati.

Approfondiamo allora questa esperienza nuova per molti, vissuta da altri.

 

(Bibliografia: F. Guidotti: Ecovillaggi e cohousing. Terra Nuova Ed.)

 

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