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Il Diritto Alimentare

Il Diritto Alimentare - Alimentarius

Un incontro col Diritto Alimentare

Per meglio comprendere gli esatti contenuti del “Diritto Alimentare”, si ritiene di dover prima esaminare, seppur solo sommariamente, il concetto più ampio di diritto, per poter poi conoscere da vicino i contenuti del suddetto diritto alimentare.

Non trovandoci di certo in un’aula universitaria di giurisprudenza ed essendo invece questo breve articolo destinato a tutti i consumatori a prescindere dalla personale provenienza didattica, è sufficiente dire come il concetto di diritto abbia impegnato numerosi studiosi e filosofi in ogni epoca storica. Esiste difatti un’ampia letteratura intorno all’interpretazione ed alla definizione risolutiva di tale concetto, ma ancora oggi il problema non sembra aver trovato una conclusione comune e definitiva. Il diritto quindi si potrebbe definire quale “insieme di norme che regolano la convivenza civile di una collettività di persone in un determinato momento storico”; e la sua vera e concreta costituzione nasce essenzialmente con l’avvento dei diritto romano il quale ha tramandato, ancora oggi, numerosi istituti giuridici i quali mantengono praticamente un’efficacia ed una vigenza nel nostro sistema giuridico. Non tutti sanno, ad esempio, che i principi espressi nel nostro attuale codice civile sono tutti o quasi provenienti dalla legislazione dell’antica Roma; ed alcuni principi romanistici sono ancora presenti nei sistemi giuridici spagnolo, sudafricano e negli ultimi decenni oggetto di particolare attenzione anche in Russia e Cina. Orbene, a prescindere ora da questa reminiscenza storica (si rammenti anche la prima raccolta di leggi scritta – codice babilonese di Hammurabi), non è errato poter affermare come la domanda "cos’ è il diritto" comporti una risposta molto più complessa di quello che possa apparire. Questo quesito difatti, come sopra già detto, ha impegnato studiosi e filosofi per secoli ed, ancora oggi, la soluzione ha svariate colorazioni. In estrema sintesi, le diverse correnti di pensiero possono riassumersi in teoria del diritto naturale (giusnaturalismo) secondo la quale la società è disciplinata da principi naturali eterni e immutabili di cui il diritto positivo (ossia il diritto vigente) è soltanto la rappresentazione formale. Secondo invece altro indirizzo interpretativo (giuspositivismo) il diritto consiste essenzialmente nel diritto positivo, non esistendo invece principi naturali universalmente riconosciuti.

Date queste brevissime premesse, possiamo quindi passare ad una definizione del diritto alimentare: quest’ultimo si occupa di tutto ciò che riguarda la produzione, la distribuzione e il commercio degli alimenti. Nell’ambito pertanto di questa definizione generale, si legifera sulla produzione del cibo, quale alimento umano, con l’applicazione dei limiti e dei controlli relativi alla sicurezza alimentare e conseguenti  divieti di utilizzo di particolari sostanze; si legifera sulle modalità di trasporto e di conservazione dei prodotti alimentari; si legifera in maniera sempre più specifica sull’etichettatura delle sostanze alimentari nonché sulle conoscenza per il consumatore delle indicazioni della provenienza geografica. Anche la normativa riguardante le autorizzazioni, nonchè profili di tutela del mercato dall’immissione di prodotti dannosi per la salute e norme di natura squisitamente penale rientrano di certo nell’ampio ventaglio del diritto alimentare. Non si può di certo affrontare tutti questi specifici aspetti della legislazione alimentare in un unico articolo e, pertanto, seguiranno molteplici approfondimenti delle singole questioni che prendono spunto dal diritto alimentare. In questa breve introduzione serve evidenziare come la normativa in materia alimentare non abbia avuto tutta quell’attenzione che, viceversa, meriterebbe proprio in virtù della materia trattata. Nel nostro sistema giuridico un primo e generico accenno alla tutela alimentare viene trattato, solo indirettamente, dalla Carta Costituzionale (art.32) il quale solo indirettamente predispone un vincolo di tutela alla produzione e consumazione alimentare. Recita il citato articolo: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Quindi abbiamo una prospettiva di difesa della salute pubblica e soltanto qualche decennio dopo (L. 30 aprile 1962, n.283) si avrà una normativa avente ad oggetto un’ulteriore profilo di tutela del consumatore e della sua scelta libera e consapevole. E’ con l’avvento della Comunità Economica Europea e con l’Unione europea che, pian piano, la materia alimentazione viene approfondita ed applicata con destinazione tutela consumatore e non più solo come principio di difesa alla sanità pubblica. I concetti di sicurezza alimentare e di qualità dei prodotti (il regolamento (CE) n. 178/2002), il sistema dei controlli (HACCP) e i poteri dell'autorità sanitaria, l’etichettatura degli alimenti e tante altre questioni sono ordinate dai regolamenti e direttive comunitarie oltre che dai rispettivi diritti interni dei singoli Paesi partecipanti all’Unione Europea.  

 

 

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